E’ stata prodotta da anni la prima auto a idrogeno in grado di soppiantare i vecchi motori termici. Ma davvero elettrico e idrogeno sostituiranno i motori a benzina e diesel? Davvero i motori elettrici e a idrogeno saranno in grado di far circolare i nostri mezzi senza inquinare? Ecco la verità che nessuno dice

Sulla questione auto a idrogeno, gira tempo un post che fa un clamoroso annuncio: “IN AUSTRALIA DECOLLA L’AUTO AD IDROGENO, PER ORA CON UN SOLO MODELLO MA TANTE STAZIONI DI RICARICA…”

Proseguendo nel post, si legge anche:

“Mentre da noi si cercano le ultime gocce di petrolio, in Australia viene commercializzata la prima auto ad idrogeno, con tanto di stazioni per la ricarica in soli 5 minuti. L’auto percorre 900 chilometri con un pieno e mentre si muove purifica l’aria.

Per la prima volta la tecnologia del fuel cell ad idrogeno viene applicata di serie su un’autovettura commercializzata e che soprattutto permette di avere un’autonomia così significativa, con tempi di ricarica bassissimi.
Si tratta della Hyundai Nexo un auto di piccola cilindrata che batte tutti i produttori di auto mondiali e stabilisce un record di sostenibilità, con un carico di 6,27 chilogrammi di idrogeno purifica 449.100 litri di aria durante il tragitto (quanto il consumo del respiro di 33 persone per un giorno intero) e dal suo tubo di scarico emette solo acqua. E qui i prezzi del carburante vanno alle stelle”.

auto a idrogeno in australiaE’ la verità? Purtroppo no. Ti spiego perché

A dirla tutta, già 20 anni fa, sulla superstrada Firenze-Pisa-Livorno esisteva un distributore di idrogeno perfettamente funzionante, quindi gli australiani arrivano (come minimo) secondi!!!

Ora, a parte che la prima auto a idrogeno è stata la Hyundai Tucson FCEV e non la Nexo, è vero che l’idrogeno come scarico rilascia solo e unicamente acqua, ma non è disponibile puro in natura come il petrolio. Quindi va prodotto. Esattamente come per l’elettricità.

Quindi il problema non sono i distributori o le auto ad idrogeno che certo sono già perfettamente funzionanti.

La questione è completamente un’altra!

Mi spiego.

Come accennavo prima, l’idrogeno in natura NON esiste. Quindi va prodotto separando dal metano (reforming) con elevate produzioni di CO2 oppure può essere ottenuto tramite l’elettrolisi dell’acqua.

E poi, le celle a combustibile hanno anche loro un rendimento del 50-55% quindi ecco che alla fine la Nexo avrebbe una resa complessiva di circa il 30% rispetto all’energia impiegata per produrre idrogeno, esattamente come QUALSIASI auto attuale.

Quindi, se l’auto a idrogeno non inquina il posto in cui viaggia, inquinerà altrove e precisamente nel luogo in cui è ottenuta la materia prima.

L’unico vantaggio lo avrebbero le grandi città che respirerebbe aria migliore, in quando non ci sarebbero più emissioni inquinanti locali. Su questo non ci piove.

Ma dire che la nuova generazione di auto non inquinerà equivale a prendere in giro la buona fede della gente.

Tutto chiaro?

Qualora non lo fosse, Wikipedia chiarisce meglio la questione:

“…l’idrogeno atomico e molecolare è assai scarso in natura, ovvero l’elemento in sé si trova combinato assieme ad altri elementi in vari composti sulla crosta terrestre; esso dunque non è una fonte primaria di energia come lo sono gas naturale, petrolio e carbone, in quanto deve essere prodotto artificialmente spendendo energia a partire da fonti energetiche primarie. Esso sarebbe quindi impiegabile unicamente come vettore energetico cioè come mezzo per immagazzinare e trasportare l’energia disponibile ove occorra, mentre il ciclo di produzione/utilizzo sarebbe comunque inefficiente dal punto di vista termodinamico poiché la sua produzione richiederebbe in genere un’energia maggiore di quella che poi si renderebbe disponibile attraverso la sua ‘combustione’…

…Attualmente l’idrogeno ottenuto da fonti solari, biologiche o elettriche ha un costo di produzione, in termini energetici, molto più elevato di quello della sua combustione per ottenere energia. H2 può essere ottenuto con un guadagno netto di energia a partire da fonti fossili, come il metano (le reazioni di sintesi sono infatti diverse da quelle di combustione), però si tratta di fonti energetiche non rinnovabili cioè destinate comunque a esaurirsi nel tempo e in più con emissioni dirette di CO2”.

A questo vanno aggiunti i costi necessari per la realizzazione delle infrastrutture necessarie.

Concludendo, al momento non esiste una vera alternativa ai cari motori termici.

Non illudiamoci.

La strada per produrre auto a emissioni zero al 100% è ancora lunga.

Nel frattempo, puoi però contribuire seriamente all’ambiente acquistando auto usate anziché nuove.

In questo modo darai nuova vita alle vetture che non servono più ad altri.

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